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Meglio Gucci o Louis Vuitton: Quale Borsa Scegliere?

Meglio Gucci o Louis Vuitton: Quale Borsa Scegliere?

Quello delle maison Gucci e Louis Vuitton è un mondo fatto di lusso, simboleggiato dai monogrammi “GG” e “LV“.

Queste sigle, stampate o applicate su accessori e borse, suscitano ammirazione e scatenano invidie profonde. Ma tra una Gucci e una Louis Vuitton, quale borsa è meglio scegliere e perché?

 
 

Scelta non facile!

D’altronde, l’italiana Gucci e la francese Louis Vuitton fanno parte dell’Olimpo della moda, sono tra le più ambite dai collezionisti e, ahimè, le più contraffatte.

L’articolo di oggi è un piatto ricchissimo con dettagli stuzzicanti di storia e stile. Seguiremo due storie di successo, quelle di due aziende nate da un brillante intuito imprenditoriale e gusto raffinato.

Entrambe hanno attraversato la crisi del dopoguerra brillantemente, sfoderando il jolly della sperimentazione per rinnovarsi e stupire la clientela.

Eppure si tratta di due vicende e due distinte visioni del “lusso”: quello sfarzoso griffato Gucci e quello “bon ton” di Louis Vuitton.

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Indice:

1. Il Brand Gucci: Storia, Caratteristiche e Qualità

Vetrina Negozio Gucci - Il Brand Gucci

A dare il calcio d’inizio al brand è Guccio Gucci, figlio di un pellettiere fiorentino. Come molti, il giovane Guccio emigra e lavora in prestigiosi hotel di Londra e Parigi.

Fa il portantino ed è circondato da ricchi in viaggio da tutto il mondo, alla fine Guccio si innamora dei loro bagagli così di classe. Tornato a Firenze e con qualche idea in mente, lavora nel settore della valigeria, prima di fondare la sua impresa nel 1921.

La ditta Gucci è fin da subito legata alla lavorazione della pelle e al confezionamento di articoli da viaggio ed equitazione per l’alta borghesia. Nel 1938, affiancato dai figli Aldo, Vasco e Rodolfo, Guccio espande la sua presenza con i primi punti vendita in location prestigiose di Roma e Milano.

È un momento difficile per l’Italia per via della guerra, ma Guccio sa come aggirare il problema dell’approvvigionamento di materiali costosi, facendo di necessità virtù.

All’embargo contro l’Italia dobbiamo alcune caratteristiche che troviamo ancora oggi in molte borse Gucci. La pelle è sostituita da resistenti ed ecologici tessuti di lino, juta e canapa tessuta a Napoli; perfino le canne di bambù vengono impiegate in alcuni modelli.

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A guerra conclusa, le produzioni Gucci reintegrano le materie prime più ricercate con quelle più umili: la “Bamboo Bag” rimarrà in produzione ed è quella che scorgiamo al braccio di Liz Taylor nelle foto d’epoca.

Anche l’iconica lavorazione a diamante è legata all’introduzione di filati ed è tipica della ditta fiorentina d’allora. Dal ’45 in poi, la famiglia avvia gli export oltreoceano, fino ad aprire il primo store a New York nel ’53.

La clientela comprende il jet set hollywoodiano e personaggi di spicco internazionale come Audrey Hepburn, Maria Callas, Jackie Kennedy (Onassis) e Grace Kelly.

Tuttavia, il 1953 vede anche la morte di Guccio Gucci, proprio poche settimane dopo l’inaugurazione della boutique newyorkese. Il nuovo capitolo firmato dai figli di Guccio è all’insegna dell’espansione e delle novità, come nuovi accessori di lusso (occhiali e gioielli) e il logo GG nella trama a diamante in ricordo del fondatore.

Gli anni ’60 sono l’epoca d’oro della maison, quando il rapporto con i vip si fa strettissimo: Jacqueline Kennedy sfoggia assiduamente una hobo Gucci, la “Constance“, che prenderà ufficialmente il nome di “Jackie O“; mentre nel 1966 nasce “Flora“, una coloratissima stampa floreale su seta, dono d Rodolfo alla principessa di Monaco.

Gli ambiziosi anni ’70 mirano all’Estremo Oriente, ma l’astro di Gucci si affievolisce. Le dispute tra i fratelli aumentano fino agli anni ’80, quando Maurizio succede al padre Rodolfo, ma la cattiva gestione finanziaria e le dispute con lo zio Aldo, fanno tremare la ditta che viene venduta.

La nuova gestione deve risollevare le sorti della maison e lo fa assumendo nuovi volti come Tom Ford alle collezioni ready-to-wear. Nel 1994, Ford diventa direttore creativo e dà nuova linfa all’azienda.

Il suo lavoro ha lasciato il segno, in particolare quella stravaganza e sensualità così esplicita. Il marketing insegna che questo fa vendere e funziona!

Dopo dieci anni, nel 2004, gli succede Frida Giannini, arrivata dal settore borse. Sotto la sua direzione, Gucci si allontana dagli aspetti più carnali, per puntare ad un revival.

Giannini rispolvera e rinnova la stampa Flora, i modelli Jackie O e Bamboo, ma la maison cade presto nello stantio.

A soccorrere la maison è un veterano, attivo a lungo all’ombra di Ford: Alessandro Michele. Assunto il nuovo incarico nel 2015, reinventa a tempo record la collezione uomo Autunno/Inverno con un buon riscontro mediatico.

La nuova Gucci è frutto delle visioni di Ford e Michele: gusto teatrale e applicazioni preziose infiltrate nelle forme e stampe originarie. L’approccio artigianale e la ricerca di materiali superiori accompagnano Gucci sin dagli esordi.

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2. Le Iconic Bags Più Amate di Gucci

Messe a confronto, le borse Gucci sembrano avere personalità antitetiche. Si sa, la maison fiorentina ama gli eccessi e lo sfarzo, ma spazia tra gli estremi della moda con lo stesso rigore e cura negli accostamenti.

Nascono così modelli raffinati, come le tote Stirrup e Jackie O, e “capricci” fashion, come la linea Ophidia, un mix d’ispirazioni, stampe e applicazioni oniriche.

Gucci firma classici intramontabili, borse da party e accessori gioiello; tra le IT-bag più celebrate dalle riviste patinate, non manca mai una Gucci: la Jackie O.

Iniziamo con questa “signora borsa” la nostra lista delle bags più amate.

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Jackie O

La Jackie O è la borsa icona di Gucci, un modello storico che non invecchia con gli anni. Nata negli anni ’50 come borsa giornaliera, rimbalza sui giornali insieme a Jacqueline Kennedy.

La bag rispecchia la personalità elegante e naturale dell’ex-first lady; le due sono inseparabili. La Jackie O è una hobo pensata per situazioni casual ma con il giusto livello di formalità.

La silhouette trapezoidale e leggermente arrotondata è genuinamente elegante, mentre l’ampio manico e lo spessore non eccessivo la rendono molto confortevole e capiente al punto giusto.

La borsa Jackie O Original raggiunge il perfetto equilibrio estetico: in pelle o in versione canvas con stampa GG Supreme e inserti in pelle. Ha come unico abbellimento la chiusura a pistone in metallo lucido lungo l’asse mediano.

Il modello in GG Original ne enfatizza la simmetria con lo storico nastro “Gucci” verde e rosso d’ispirazione equestre. Al rilancio di Tom Ford nel 1999, ne sono state vendute più di 1 milione!

La Jackie O non avrebbe avuto bisogno di “lifting”, ma la creative director Giannini ha voluto dire la sua con la versione multiwaysNew Jackie“: più morbida e più spaziosa, dotata di tracolla e nappe decorative.

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Marmont

Borsa Gucci Marmont

Immagine: pinterest.it 

Tra le tutte le Gucci, la Marmont è senza dubbio la più popolare tra le più giovani.

Perché? Complice la compattezza e le morbide forme, è una borsa molto versatile e facile da abbinare.

La Marmont trae ispirazione da una fibbia realizzata da Gucci negli anni ’70; i suoi elementi distintivi sono il logo con doppie G affiancate in metallo dorato anticato su fronte o patta, e la tracolla in pelle coordinata e catena.

Il modello più ambito è la camera bag in pelle matelassé chevron, una lavorazione che le conferisce un’irresistibile sofficità e ne esalta le curve.

La linea è realizzata in diversi materiali, tra cui pellame liscio e matelassé, canvas con misto pelle, e pregiato pitone. Si adatta a tutti i gusti grazie alla varietà di pattern e tinte unita.

Da tenere particolarmente d’occhio sono le edizioni limitate street-styleGucciGhost“, in collaborazione con l’artista Trouble Andrew, e le “Trompe l’oeil“.

Ritroviamo nella Marmont l’amore di Gucci per i giochi di texture: agli esterni in pelle lavorata o canvas GG Original, si contrappone la fodera interna in microfibra effetto suede; mentre un cuore o una doppia G trapuntate si nascono sul retro di alcuni modelli.

La varietà della Marmont è un successo: mini bag, tracolle, pochette, borse mano, marsupi e mini backpack… c’è una Marmont per ognuna di noi!

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Dionysus

Borsa Gucci Dionysus

Immagine: pinterest.it

Lanciata sulle passerelle stagione A/I 2015, Dionysus ha conquistato proprio tutti: dalle celebrities del calibro di Beyoncé alle influencer come la nostrana Ferragni.

La firma di Michele spicca in questo modello sofisticato, declinato in versioni eccentricamente chic con patch super brillanti.

È una borsa con pieghe a fisarmonica, che omaggia il dio greco Dioniso con la sua chiusura a testa di tigre, felino legato al suo mito.

Dionysus è proposta in pelle, pitone, canvas GG Supreme, GG Blossom, tweed e velluto.

In molte taglie, un comparto con zip centrale e un taschino nascosto sotto la patta ne razionalizzano gli interni.

La struttura rigida è bilanciata da una lunga catena che ne varia la vestibilità: la Dionysus può essere usata come borsetta a mano, tracolla, borsa a spalla e top handle semplicemente avvolgendo la catena.

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3. Il Brand Louis Vuitton: Storia, Caratteristiche e Qualità

Vetrina Negozio Louis Vuitton: Il Brand Louis Vuitton

Con Louis Vuitton, ci spostiamo in Francia, esattamente ad Asnières, dove ha sede lo storico atelier e la casa di famiglia di Monsieur Vuitton.

Anche la storia di questa maison è una faccenda di famiglia, nata dall’amore per i bagagli da viaggio di Louis Vuitton.

Quando si trasferisce a Parigi per lavorare in una bottega di valigie, Louis viene attratto dalle produzioni inglesi impilabili e resistenti, e decide di lanciarsi negli affari nel 1854.

Vuitton si specializza in bauli in tela impermeabile, ma la fama dei prodotti LV porta con sé le prime imitazioni, un problema non di poco conto già nel XIX secolo!

Nel 1888, per combattere la concorrenza sleale, Louis “firma” la trama dei suoi tessuti con un proprio marchio registrato, il “Damier Canvas“.

La bottega aspira a pezzi eleganti e sicuri durante lunghi tragitti; per questo Monsieur Vuitton e il figlio George elaborano un ingegnoso sistema di chiusura a molla nel 1886.

Questo meccanismo “antifurto” è così affidabile, che il duo lancia il guanto di sfida all’illusionista Houdini. Un invito mai accettato.

Un altro elemento stilistico caratteristico risale al 1896: è il “Monogram“, tenero omaggio di George al padre scomparso.

Questa tessitura s’ispira ad un pattern orientale floreale con quadrifogli stilizzati in voga in epoca vittoriana.

Anche George ha spirito imprenditoriale; esplora il mercato statunitense, e inaugura il nuovo secolo con il lancio della primissima borsa firmata Louis Vuitton: la “Steamer Bag” nata nel 1901, originariamente come modello maschile.

Seguono, nel 1930, l’apertura della principale boutique in Rue de Champs-Elysées, punti vendita in Europa e oltreoceano, e l’arrivo di nuove borse: la “Keepall” (“Tient-Tout” in origine) nel 1930, la “Noé” (1932) e la celeberrima “Speedy“.

Nonostante gli sviluppi politico-economici dei due conflitti mondiali, nessun contraccolpo si abbatte sull’azienda, al contrario!

LV salta qualitativamente con lo sviluppo del suo pellame negli 1920, la pelle grafica Épi. Le creazioni successive sono ancora in canvas o con inserti in pelle, mentre la prima linea interamente in Épi verrà presentata solo nel 1985.

A differenza della concorrente italiana, gli anni ’80 di Louis Vuitton, diretta da Odile Vuitton, mirano e raggiungono le stelle.

La maison acquisisce Hennessy e la storica Möet et Chandon, creando una maxi società del lusso quotata in borsa.

Una seconda svolta avviene nel 1997, quando Marc Jacobs viene assunto come capo creativo, portando con sé vitalità e voglia di giocare.

In questo decennio, LV si lancia nel prêt-à-porter e, grazie al gusto di Jacobs, la maison collabora con artisti come Takashi Murakami, Stephen Sprouse e Yayoi Kusama.

A Jacobs segue Ghesquière coadiuvato da Kim Jones nel settore moda, la linea percorsa è quella dello street-style newyorkese.

I puristi potrebbero arricciare il naso, ma questa nuova iniezione di dinamicità ha prodotto un vero successo di media e pubblico: la collezione menswear Fall 2017 con Supreme.

È stato un rischio fortemente voluto dal CEO Burke che ha stupito e colto nel segno, e le anteprime Primavera 2020 lo confermano.

4. Le Iconic Bags Più Desiderate Firmate Louis Vuitton

Speedy

Borsa Louis Vuitton Speedy

Immagine: louisvuitton.com

Non possiamo non iniziare che da lei, la Speedy, la borsa Louis Vuitton per eccellenza. La Speedy, originariamente “Express”, è nata nel 1930 come bagaglio da viaggio alternativo alla grande Keepall.

Dobbiamo ringraziare Audrey Hepburn che, nel 1965, richiese una versione leggermente più piccola. Da una telefonata, nacque la Speedy 25. Questo bauletto non va mai fuori moda, oggi come allora, perché è adatta a tutti i fisici e stili.

Ricorda un piccolo bagaglio a mano ed è dotato di due manici in vacchetta naturale, che si scuriscono col tempo, e chiusura con lucchetto.

Ha una fodera interna in tessuto ed è proposta in canvas Monogram, tela Damier Ebène, Damier Azur e pelle Monogram Empreinte.

Le forme non sono affatto cambiate, ma Louis Vuitton ha voluto coccolare i suoi viaggiatori con due nuove versioni: la Bandoulière con tracolla e la My LV Heritage, un bauletto completamente personalizzabile!

Noé

Borsa Louis Vuitton Noé

Immagine: louisvuitton.com

La storia della Noé è davvero molto “francese”. In questo caso, a richiedere un modello particolare è… un viticultore!

Nel 1932, un produttore di champagne commissiona a Gaston-Louis una borsa per trasportare facilmente i suoi prodotti e, più nello specifico, 4 bottiglie dritte e una quinta alla rovescia al centro.

La Noé è nata per espandersi e lo può fare grazie ad una forma molto funzionale. Il modello moderno è una rivisitazione, un secchiello con fondo rinforzato quadrangolare.

È realizzata in pelle di vacchetta naturale e tela Monogram o Damier Azur, con chiusura a cordino e tracolla, tutte in pelle coordinata.

È una borsa elegantemente casual, così come immaginiamo lo stile delle donne francesi.

La Noé è disponibile in tre misure (Noé, BB e Petit Noé) e due nuove versioni: la personalizzabile Neonoé My LV World Tour e la Neonoé con chiusura a coulisse e manico, in nuove colorazioni e materiali come la pelle Épi e tonalità candy.

Neverfull

Borsa Louis Vuitton Neverfull

Immagine: louisvuitton.com

Lasciatevi sorprendere: la Neverfull è un giovanissimo classico e mantiene le sue promesse! La borsa “mai piena” è stata creata per accogliere di tutto e trasportare pesi eccessivi.

Lanciata solo nel 2007, è diventata una borsa molto popolare, perché molto pratica e resistente, oltre che chic. È una shopper dalla forma trapezoidale con nastrini laterali e due ampi manici per indossarla comodamente.

È proposta nelle intramontabili combinazioni di tonalità e materiali cari alla maison (tela Monogram, Damier Azur ed Ebéne con dettagli in pelle di vacchetta chiara), in colorata pelle Épi e versioni personalizzabili (LV Heritage e My LV World Tour).

Una chiusura a moschettone e interno in tessuto a strisce con taschino con zip. Una geniale mini pochette non removibile completa questo modello che esaudisce tutti.

5. Differenze Principali Tra i Due Marchi

Differenze Principali Tra Gucci e Louis Vuitton

Gucci versus Louis Vuitton è uno scontro tra titani. La casa fiorentina e la maison parigina non potrebbero essere così uguali e diverse.

Nei paragrafi precedenti abbiamo illustrato la storia dei due brand: elementi comuni sono la predilezione per i bagagli da viaggio, meticolosità, soluzioni innovative e gravitazione intorno alle classi più agiate dell’epoca.

Entrambe le maison impiegano pellami e tessuti, unendole sapientemente. Ma qui iniziano le differenze che rendono i due stili inconfondibili. Gucci ha esordito con materie prime di lusso, puntando sui pellami esotici e ripiegando sulle telati solo in momenti di ristrettezza economica.

Louis Vuitton, al contrario, ha mosso i primi passi con le tele trattate in modo da ricordare la pelle pregiata; introducendo un pellame di sua creazione, la striata Èpi ispirata ai campi di grano, solo più tardi.

Anche le decorazioni raccontano due storie diverse: gli elementi distintivi di Gucci omaggiano il mondo equestre (come il morso, la staffa, e banda sotto-pancia) e spesso danno il nome ai modelli stessi.

Mondo Equestre

Louis Vuitton conserva ancora il tema del viaggio nei lucchetti e nei bauletti come preziose miniature dei bauli belle epoque (Louis Vuitton Petite Malle).

Entrambe le maison non disdegnano esplorare nuovi pattern. Gucci punta sul melting pot con risultati variegati, dalla raffinata Dionysus GG Blossom agli eccentrici pezzi Ophidia edizione limitata 2019.

Infatti nel 2019, per celebrare l’anno cinese del maiale, Gucci ha scelto i tre maialini Disney come protagonisti di borse, accessori e capi moda.

Al contrario, Louis Vuitton, sotto la guida di Jacobs, ha saputo reiventare i suoi classici rivestendoli di pop art senza tradire il suo passato.

Anche le amate fashion patch hanno scopi ben diversi: Gucci impreziosisce le sue borse con dettagli ricamati o con strass, mentre Louis Vuitton lascia i propri clienti liberi di trasformare i suoi evergreen con colorate e spiritose toppe da selezionare online.

Pattern, decorazioni e materiali concorrono insieme a due concezioni opposte di lusso. I pezzi firmati Gucci puntano a sfarzo, ecletticità ed eccentricità con punte kitch che magnetizzano i media.

Sono pensati per donne sicure di sé e giovani che vogliono far parlare di sé. Non a caso, il marketing Gucci punta ultimamente sulle millennial, pronte a spendere per emulare nuove icone, assertive e super-aggiornate sui trend.

Louis Vuitton possiede una classe senza tempo ma al passo coi tempi; sa essere signorile e giovane con vivacità e tocchi contemporanei.

Due mood così diversi richiedono anche modi differenti di vestire!

Gucci propone capienti hobo perfette con completi daily o da ufficio; e versatili tracolle, come la passe-partout Soho, che si adattano al giorno casual, ad outfit à la garçonne e alla sera glamour.

I modelli più ricercati si abbinano bene a vestiti in tinta unita o basic. Nessuno vieta di copiare le “pastiche” Gucci con capi vintage e accessori iper colorati, ma la prudenza non è mai troppa.

Un maxi cappotto cammello è un’ottima base per una borsa gioiello o un pezzo strutturato come la Sylvie.

Le Louis Vuitton sono più facili da abbinare e permettono di modulare il grado di formalità del vostro outfit, elevando uno stile troppo casual o svecchiando un look troppo rigido con una variopinta mini Noé o una super laccata Alma.

Prezzi Borse Gucci e Louis Vuitton

Notiamo importanti differenze anche nel listini prezzi delle sue maison. In fatto di borse icone, la Louis Vuitton Speedy 25, col suo valore di 825€, è la più “economica” tra le IT-bag di lusso.

Dato che risalta maggiormente se messa a confronto con la Jackie O medium da 1.650 €.

Ma i prezzi al dettaglio non dipendono dalle dimensioni, bensì dai materiali: più pregiati sono, più costoso sarà l’articolo. Ed è qui che la situazione si capovolge e Louis Vuitton diventa meno abbordabile.

Le borse LV si aggirano tra gli 800 € della linea Speedy ai 21.500 € della piccola Boîte in pelle di coccodrillo, mentre Gucci oscilla tra i 550€ di una Mini Ophidia ai 20.000 € di una Mini Sylvie 1969 croc.

Le borse d’alta moda non sono solo un capriccio tutto femminile, ma anche un ottimo investimento. Tra Gucci e Louis Vuitton, quale acquista più valore nel tempo?

Caitlin Donovan, specialista nella casa d’aste Christie’s, non ha dubbi nel raccomandare una Louis Vuitton classica, in particolare le Monogram, perché sono funzionali e il loro valore aumenta stabilmente col tempo.

Da tenere d’occhio sono anche le creazioni d’artista, eccovi un esempio: una Neverfull può raggiungere un valore massimo di 1.100 $, ma un’edizione firmata Yayoi vale fino a 3000$.

Una classica Speedy 25 può essere battuta per un centinaio di pound, euro o dollari, ma le limited edition possono raggiungere gli 8000 dollari!

È questo il caso di una sgargiante Speedy Monogram in argento cromato venduta da Christie’s New York nel 2011.

Le Gucci rendono meno all’asta; infatti, durante la vendita tematica Christie’s nel Dicembre 2010 (“Fashion Through The Ages”), il valore di partenza era tra i 600£ e i 3000£.

In linea generale, il valore di una Gucci sembra stabile ancora oggi e tra le borse più ricercate dai collezionisti sono la Gucci GG Supreme top handle e la Speedy 30 Louis Vuitton.

Chi vuole investire in un pezzo fashion, va a colpo sicuro scegliendo un’intramontabile Louis Vuitton o una sua edizione limitata.

6. Gucci o Louis Vuitton: Quale Marchio Scegliere?

Gucci o Louis Vuitton: Quale Marchio Scegliere?

Scegliere una nuova borsa è come trovare una nuova fragranza: è una questione personale. Ancora più vero quando si tratta di accessori d’alta moda, dunque più costosi, e molti criteri vanno presi in considerazione.

Tra la patriottica Gucci e la cugina d’oltralpe Louis Vuitton, la scelta dipende dalle vostre aspettative, gusti e uso abituale.

Una Gucci è adatta a chi ha una vita dinamica e spirito libero, e a chi cerca una soluzione griffata dal prezzo contenuto.

Se siete alla ricerca di una borsa da usare tutti i giorni e che faccia un gran figurone nelle situazioni più ordinarie, una Louis Vuitton farà al caso vostro. Con il tempo, la vostra LV acquisterà un fascino vintage e diventerà un tesoro di famiglia da custodire e tramandare!

Che rimanga tra noi, vorrei avere al mio fianco una Gucci Dionysus con dettagli in pitone. Vorrei una borsa gioiello, non troppo eccentrica, che attiri l’attenzione su di me tra “sguardi di ammirazione e sibili d’invidia…”

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